Miele nelle ricette del mangiare toscano

Il miele toscano
In Toscana si producono circa 15 tipi di miele diverso, tra cui quello di acacia, di girasole, di Erica, di castagno, di corbezzolo, il più classico millefiori e molti altri.
È il prodotto naturale per eccellenza e si è così radicato nella tradizione culinaria toscana che in molte ricette del cibo di questa regione si ritrova per esaltare i sapori in modo unico.
Naturalmente l'eccellenza del miele toscano è data dal fatto che è biologico e che la sua produzione avviene in aree protette lontano da ogni fonte d'inquinamento.

Ricette del cibo toscano con il miele
Il primo prodotto gastronomico tipicamente toscano fatto con il miele che viene subito in mente è il panforte di Siena.
Si tratta di un dolce che si consuma soprattutto a Natale o in occasioni speciali e che, come in tanti sanno, è un vero concentrato di sapori, con frutta secca, canditi, l'aroma di cannella e la farina che viene impastata non con acqua, bensì con il miele.
La cottura al forno deve essere seguita con molta attenzione, in quanto il miele non deve bruciare altrimenti acquisterebbe un sapore amaro. Alla fine una spolverata di zucchero a velo vanigliato completa l'opera e si ottiene uno dei dolci più apprezzati del nostro paese.
Il panforte è un dolce tipicamente senese e pare nacque dall'idea di alcuni monaci durante il Medioevo.
L'aggiunta di zucchero a velo pare avvenne più in la nel tempo, in particolare quando la regina Margherita venne in visita proprio a Siena con il re, a fine '800. Fu allora che prese il nome di "Panforte Margherita":
Un altro prodotto della pasticceria toscana è il pan pepato dolcificato con il miele, che ha una preparazione molto simile a quella del panforte. Ricco di frutta secca e l'aroma della cannella, con la differenza che viene ricoperto di cioccolato. Come puoi notare il "pane" è alla base di molte delle ricette toscane.
Il miele toscano è protagonista anche della preparazione di altri dolci, molto apprezzati fin dai tempi più lontani. A molti di essi sono legati eventi e usanze storiche, come nel caso dei "Cavallucci", anche questi molto tipici delle festività natalizie.
Sono a base di farina, canditi, spezie, frutta secca e miele e pare che siano stato chiamati con questo nome perché erano tra le derrate portate nel viaggio da coloro che percorrevano a cavallo la via Francigena.
Il miele toscano è stato impiegato anche nei tradizionali "ricciarelli", dolci che pare abbiano origini orientali al tempo delle Crociate. La loro ricetta fu rivisitata con l'aggiunto del miele come dolcificante.

Il miele nei piatti salati toscani
Nella cucina toscana il miele non è solo utilizzato per la preparazione dei dolci, anche se naturalmente è un dolcificante naturale e si presta al meglio a questo scopo.
Anche i piatti e i prodotti salati tipici beneficiano dell'aggiunta di questo ingrediente di qualità superiore, per un sapore che rimane nella memoria.
È il caso del pecorino tagliato a fette di circa 2 cm e arrostito per pochi minuti alla fiamma viva di un focolare. Dopo averlo adagiato nel piatto devi cospargerlo di miele e il gusto arriva ai massimi livelli di godimento del palato.
Il miele che meglio si presta alle preparazioni salate tipicamente toscane è quello di castagno, tendente a un retrogusto amaro che ben si sposa con certi sapori.
Il miele è ottimo per ottenere un sapore agrodolce con le cipolle rosse, usate come contorno o di accompagnamento agli antipasti, ma anche per arricchire le carni brasate e l'arrosto di maiale.
Quest'ultimo viene marinato con odori tra i più diversi e prima di essere infornato è cosparso di miele. La sua cottura è lunga circa un'ora e mezza a una temperatura di 170°. La carne ottenuta ha una crosta gustosa e rimane incredibilmente morbida al centro.

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